LAMBRO


Lambro, l'ambiguità morale diventa farsa del qualunquismo, la violenza assume connotati ridicoli e mai esplosi, il sesso viene inseguito e raggiunto in maniera goffa e la città è un crepuscolo deforme, cinico e ironico in cui bisogna trovare di che respirare tra un fratello integralista cattolico che tenta di farsi assegnare dal tribunale i due figli avuti a distanza di tre mesi con donne diverse, un padre ossessionato dal timore che gli Anarco Insurrezionalisti stiano per lanciare l'assalto definitivo allo Stato, una madre che convive con un altro uomo ma tiene come amante l'ex marito, un capo che si esprime solo con massime di La Rochefoucauld, colleghi amanti degli inglesismi e dei team building, un amico psicologo, tossicodipendenti in comunità di recupero e infermieri cannaioli, campi di cannabis nelle aiuole ai margini della superstrada, figure misteriose che mettono nei guai, un cane che cammina sui cornicioni, una donna appassionata di etruscologia, un ispettore che non si capisce da che parte stia, un sacerdote di un culto estinto, un delinquente vero, hooligans paurosi dello scontro fisico, killer da strapazzo, aggressori aggrediti e difensori colpevoli.

l'autore

Massimo Resnati

Da quando la sua vecchia BIC dal cappuccio ciucciato gli ha consumato il tunnel carpale, è passato ad una Olivetti Lettera 32 color carta da zucchero, poi la fine del suo ultimo nastro a inchiostro l'ha costretto su di un moderno notebook. Deve ancora elaborare il lutto di avere perso lo slancio del meccanismo cinematico che schianta il martelletto contro il foglio. Odia i tablet e si rifiuta di allargare qualsiasi immagine con le dita. Tra i suoi lavori più riusciti si ricordano il "Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli" commissionato dall'Alfieri e "Il mio regno per un cavallo" di cui ancora aspetta le royalties da Riccardo III.